9 motivi per cui l'ecografo è uno strumento indispensabile per i nefrologi

October 17, 2017

L'ecografia sul punto di cura sta diventando una tecnica strumentale chiave nella nefrologia, poiché supporta la diagnostica e migliora l'attuazione della terapia sostitutiva renale e il conseguente monitoraggio vascolare.

Ecco le 9 ragioni principali per cui i nefrologi non possono ignorare le procedure e le applicazioni ecoguidate. 

1. Le scansioni dei reni e del tratto urinario offrono informazioni su dimensioni, forme ed ecogenicità, nonché l'opportunitàdi individuare l'idronefrosi.

2. I pazienti con malattie renali croniche sono spesso a rischio di complicazioni cardiovascolari, come ipertrofia ventricolare sinistra.

3. I pazienti affetti da MRC sono inclini alla congestione polmonare. Il BLUE Protocol (Bedside Lung Ultrasound in Emergency) aiuta in modo efficace a distinguere le linee A positive dalle linee B, che invece indicano un accumulo di fluidi nei polmoni.

Nell'emodialisi, l'ecografia è fondamentale per mappare i vasi sanguigni e localizzare la sede più adatta per la fistola, che dipende dalla struttura anatomica del singolo paziente e dalla qualità dei vasi stessi. La scansione post operatoria della fistola consente di capire se il volume del flusso è adeguato (il flusso ottimale è compreso tra i 400 e i 600 millilitri al minuto o superiore), e se il diametro e la profondità di una fistola siano adeguati alla dialisi.

5. Oltre alla valutazione del paziente, le ecografie sono preziosissime per la terapia sostitutiva renale, poiché guidano l'inserimento dell'ago durante le biopsie, favorendo così una maggiore accuratezza e riducendo le complicazioni.

6. L'ecografo continua a essere uno strumento estremamente utile per l'inserimento del catetere venoso centrale. Per determinare il posizionamento della vena giugulare interna (VGI), solitamente si fa ricorso a una tecnica che utilizza punti di repere esterni e che in alcuni pazienti potrebbe causare la perforazione dell'arteria. Grazie all'utilizzo dell'ecografo, siamo in grado di stabilire la posizione e la dimensione della vena giugulare interna e dell'arteria carotide comune, nonché di procedere all'inserimento guidato del catetere in tutta sicurezza.

7. Il bilancio dei fluidi è di fondamentale importanza nei pazienti sottoposti a emodialisi, per evitare stati di ipervolemia o ipovolemia. In genere la quantità di liquidi da drenare viene stabilita in base al "peso secco" del paziente. Tuttavia, spesso vi è scarsa attinenza tra questa valutazione clinica e il volume sanguigno effettivo. Eseguendo un'ecografia del diametro della vena cava inferiore, invece, si potrebbe ottenere un indicatore di volume intravascolare più affidabile.

8. Nella dialisi peritoneale, l'ecografia facilita l'individuazione della parte più spessa del muscolo retto dell'addome ai fini dell'inserimento della cuffia del catetere e permette di verificare che non vi siano anse intestinali sotto il sito. Dopo aver eseguito un Color Doppler per la localizzazione di un sito di entrata idoneo, viene inserito ed ecoguidato l'ago introduttore, con successiva ecografia per verificare il flusso continuo dei liquidi.

9. Una volta effettuato l'inserimento del catetere per la dialisi peritoneale ambulatoriale continua (CAPD), l'ecografia consente la diagnosi precoce dell'infezione che interessa il tunnel, localizzando e misurando eventuali liquidi pericatetere sonolucenti, nonché valutando la risposta del paziente alla terapia antibiotica.

I sistemi ecografici continuano a imporsi come strumento di particolare utilità per i nefrologi, poiché rappresentano un ausilio per una vasta gamma di applicazioni e contribuiscono a fornire cure migliori ai pazienti.

 

Volume del flusso dell'accesso vascolare per dialisi

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