Floating Doctors: il ricordo di una vecchia ecografia fetale

February 19, 2018

Mentre scrivo queste parole, mia moglie è incinta del nostro primo figlio e l'effetto novità è ormai passato.  Dopo aver analizzato così tante gravidanze altrui, ritrovarsi dall'altra parte della sonda ecografica è, per così dire, un'esperienza nuova. 

Le gravidanze complicate non rappresentano solo il miracolo della creazione di una nuova vita, ma possono diventare anche un gioco lungo e stressante, pieno di brutte sorprese, ardue sfide e incertezza… Cose che adesso comprendo molto più di quanto avrei voluto.

Io e mia moglie ci sottoponiamo regolarmente a sedute ecografiche, per controllare lo stato di salute del nostro bambino. Ogni volta, mentre la sonda viene predisposta, il mio cuore accelera un po' e ci prepariamo a eventuali brutte notizie.  Io e mia moglie a volte discutiamo di quanto ci pesi questo ‘doversi’ sottoporre a ecografie così frequenti, anche se ogni volta è un gran sollievo scoprire che, per il momento, va tutto bene. 

L'altro giorno, abbiamo ripensato a un nostro paziente di circa 5 anni fa. Era una donna indigena Ngäbe, incinta di 5 mesi, che era rotolata giù per un pendio fangoso, davanti agli occhi del marito terrorizzato. Quella sera aveva avuto alcune perdite e percepito dolore all'addome (e in tutto il corpo) e le sembrava che il bambino non si muovesse. È stata subito sopraffatta dalla paura, che è aumentata nel corso della notte e del giorno successivo.

Vivevano in un piccolo villaggio rurale nella giungla, a circa 50 chilometri in barca dalla città più vicina dotata di elettricità. Casualmente, noi ci trovavamo in zona, e la coppia ci ha raggiunto in barca per chiederci aiuto. All'epoca avevamo il nostro piccolo SonoSite 180, già reduce dal nostro periodo ad Haiti e alle Honduras, e abbiamo trovato uno spazio riservato dove visitare la madre.

Di recente, ho riguardato le riprese video dell'avvenimento. Ho subito riconosciuto l'espressione tesa sul volto della mamma e del papà: è la stessa che ho io mentre il ginecologo muove la sonda sull'addome di mia moglie per assicurarsi che il nostro bambino stia bene. 

 

 

Ho anche riconosciuto la sensazione di sollievo che ha pervaso la giovane coppia quando ho detto loro che il bambino stava benissimo. È una sensazione verso la quale adesso sono molto più empatico. 

Non dimenticherò mai la testa del giovane padre ricadere sulla spalla della moglie con immenso sollievo, né la tensione e la paura dipinte sui loro volti, e la trasformazione quando hanno saputo che il bambino era vivo e stava bene. 

Ecco cosa può significare un'ecografia, sia per me e per mia moglie (che abbiamo la fortuna di portare avanti una gravidanza in uno dei luoghi più avanzati e ricchi di risorse nel mondo) sia per quella coppia Ngäbe, che è venuta remando per accertarsi che il cuore del bambino non si fosse fermato.  

Ricordare quella coppia mi ha offerto il punto di vista che mi serviva sul ‘peso’ del dover guidare lungo strade asfaltate in un'auto dotata di aria condizionata per sottoporsi a un'ecografia. Mi ha ricordato che io ho accesso alla tecnologia a ultrasuoni quando ne ho bisogno, non solo per pura fortuna. 

Chi avrebbe mai pensato che un'ecografia avrebbe creato una connessione tra simili esperienze umane condivise tra noi e un'altra giovane coppia, a distanza di così tanti anni?

 

Il dottor Ben LaBrot e la sua organizzazione, Floating Doctors, curano migliaia di pazienti in aree isolate dell'America Centrale e di Haiti. 

 

Scopri in che modo i team come Floating Doctors usano POCUS

Dal 1998, Lighthouse Medical Missions invia team di dottori e infermieri in Africa, che lavorano sul campo dopo le guerre per i diamanti insanguinati in Sierra Leone e dopo lo scoppio dell'epidemia di Ebola. In questo video il Dott. Russ Engevik spiega in che modo il suo team utilizza iViz di SonoSite per operazioni con punti di cura portatili e remoti.

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